Ciao ragazzi manziniani...

Ciao ragazzi “manziniani”,

non vi chiedo come state perché immagino stiate vivendo questi giorni con un misto di incredulità e preoccupazione. Come non essere spaesati? Siamo passati dal carnevale al coprifuoco nel giro di una notte e non si tratta di un “pesce d’aprile” purtroppo. Siete, siamo generazioni abituate a godere di tanta libertà, di parola, di azione, di movimento, che ha dato per scontato tante situazioni, forse troppe ed all’improvviso eccoci qui: fermi, bloccati, impediti, impauriti, in attesa di un qualcosa di terribile che non si vede, non si sente, non si percepisce e che quando si dovesse manifestare (mi auguro di cuore di no, per nessuno di voi/noi) sarebbe purtroppo già tardi. In questi giorni veniamo bombardati da notizie poco rassicuranti ed abbiamo dovuto stravolgere le nostre abitudini e soprattutto rivedere le priorità. E’ in ballo la salute di tutti e questo fa passare in secondo piano tutto il resto. Una rassicurazione però ve la voglio dare: “NOI” ci siamo e con noi intendo tutto il mondo adulto manziniano; i vostri docenti che, credetemi, si stanno inventando mille modi per raggiungervi, per farvi sentire la loro presenza, per non farvi perdere il contatto con una 

realtà scolastica a distanza. Sono preoccupati anche loro, si stanno inserendo in un mondo nuovo a cui non eravamo preparati; stiamo stravolgendo il rapporto didattico; la classe sta diventando il comprensorio collinare; a casa stanno provando quello che sta accadendo a voi; hanno bambini piccoli a cui spiegare in parole semplici perché non possono più uscire e giocare con gli amichetti, figli adolescenti alle prese con compiti e videolezioni che arrivano da ogni dove, genitori anziani da proteggere, ma hanno anche voi. Seguiteli, tenetevi in contatto, “parlategli” con ogni mezzo (a breve vi invierò una circolare con le modalità che abbiamo attivato). Ci sono anch’io; ci conosciamo solo dallo scorso anno, ma spero abbiate capito che come a scuola la mia porta era aperta, non si chiude di certo adesso solo perché non ci possiamo vedere. Scrivetemi pure se avete bisogno di parlare con me. Mandatemi rimandi, consigli, impressioni, critiche “costruttive”. Aiutatemi ad esservi vicina, utile in un momento in cui vi sentite dubbiosi, anche se magari faticate ad ammetterlo. Più facile farlo con i vostri insegnanti credo, ma volevo solo rassicurarvi che ci sono e ci sarò soprattutto al rientro, quando sarà, quando dovremo cercare di dare un senso a tutto ciò. Adesso è il momento di fare squadra, di pensare positivo, di seguire le regole senza sgarrare. Ai voti, agli scrutini, agli esami ci penseremo a tempo debito, l’importante è che capiate che non studiate, leggete, approfondite solo per il voto, ma soprattutto per conoscere, per il gusto di sapere che è sinonimo di liberta, quella libertà che adesso ci è stata preclusa.

Con tutto l’affetto possibile

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“#restiamo a casa, ma con le teste in movimento”

Pubblicata il 16 marzo 2020

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